LA MASCHERINA ANTI-COVID: NEMICA O ALLEATA DELLA NOSTRA COMUNICAZIONE EMOTIVA?

Sommmario : Studi Psicologici a Roma Prati : che impatto sta avendo l’uso della mascherina sulla gia traballante comunicazione emotiva

Che impatto sta avendo l’uso della mascherina anti covid sulla comunicazione emotiva tra sconosciuti o conoscenti?Ce ne parla con alcune idee interessanti la Psicologa e Psicoterapeuta Dott.ssa Francesca Romana Chiricozzi psicologa a Roma centro con studi a Prati e Balduina.Per appuntamento chiamate 348-4506527

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ambienti teatrali, a partire dal teatro greco e latino per poi diffondersi nella
commedia d?arte italiana del Cinquecento.
La funzione delle maschere nel teatro greco antico ha un risvolto pratico ben
preciso: aiutare il pubblico a godersi meglio gli spettacoli permettendo agli attori di
interpretare i ruoli pi? diversi e disparati, compresi quelli che non potevano essere
rappresentati da un volto umano.
?Indossare una maschera? ? anche un?espressione usata per intendere che si sta
rinunciando ad esprimere degli aspetti di s?, ostentandone altri, che appaiono
notevolmente in primo piano a scapito dei primi.
In quest?ottica, nel linguaggio psicologico, indossare una maschera significa utilizzare
una metafora non per nascondersi ma piuttosto per apparire, per mettere in mostra
alcuni aspetti di s?, solitamente nascosti. Proprio per questa funzione che la
maschera ha di nascondere/rivelare in termini psicologici, essa rappresenta un
ottimo strumento di auto osservazione e introspezione: indossando una maschera,
qualcosa in noi cambia, in quanto entriamo in contatto con parti molto profonde di
noi, riconoscendo cos? a noi stessi, in modo pi? consapevole, la loro esistenza.
Ovvero, permettiamo a questi aspetti di noi di esistere e agli altri di conoscerle. In
altre parole, grazie alle maschere arriviamo ad avere una percezione consapevole
pi? completa di noi stessi.
Con la comparsa del COVID-19 l?oggetto maschera/mascherina ? diventato una
presenza quotidiana nella nostra vita, assumendo una connotazione legata a un
pensiero di pericolo, nel senso che l?uso della mascherina ? concepito come quello
di uno strumento che limita la nostra piena libert? di mostrarci per ci? che siamo e
di esprimerci affettivamente per ci? che viviamo, allo scopo di proteggerci dal
pericolo del contagio virale e da un suo possibile esito fatale.
Puntare lo sguardo sulla possibilit? di vita, e quindi su ci? che di positivo viviamo
indossando la mascherina, potremmo cominciare a vedere non solo che l?utilizzo di
questo dispositivo non ? una limitazione ma che invece ci sta confrontando con la
necessit? di fare un cambiamento nel modo di vivere le emozioni esperite nelle
relazioni, compresa quella psicoterapeutica.
Prima della pandemia, quando incontravamo una persona vedevamo il suo volto per
intero; invece in questo momento, con la mascherina indossata, scorgiamo solo
alcune parti del viso. Pensiamo allo sguardo visivo. La mascherina fa da cornice al
nostro sguardo e quindi permette all?altro di concentrare la sua attenzione sul
vissuto emotivo che i nostri occhi, specchio della nostra anima, rivelano in quel
momento. Infatti, lo sguardo non ? solo capacit? visiva ma uno stato d?animo
esperito e comunicato. Lo sguardo ? la prima cosa che il bambino chiede come
segnale d?amore della mamma che l?ha generato, per sentirsi protetto.
Dunque, prestare attenzione a ci? che avviene al di sopra di una mascherina non
significa nascondere qualcosa ma rendere pi? intenso il linguaggio degli occhi e
non solo. Pensiamo al timbro della nostra voce, alla postura del nostro corpo: tutti
segnali che veicolano in modo non verbale e inequivocabile il nostro stato emotivo
alla persona che interloquisce con noi.
Essere ?costretti? a prestare maggiormente attenzione al linguaggio del corpo pi?
che a quello verbale, significa divenire ascoltatori pi? attenti e attivi nel dialogo con
l?altro. In questo senso, la mascherina non ? un bavaglio, al contrario, intensifica le
nostre possibilit? di usare la comunicazione non verbale per avvicinarci alle
intenzioni comunicative del nostro interlocutore. Questo tipo di dialogo non
allontana ma paradossalmente avvicina perch? accorcia le distanze emotive con gli
altri.
Del resto, se ci pensiamo, l?uso della mascherina ? un?esperienza nuova per noi
occidentali, ma non lo ? per altri popoli, come quelli arabi che da sempre
concepiscono nell?abbigliamento femminile l?uso del velo islamico.
In alcuni paesi, quali il Marocco, le donne hanno la libert? di scegliere se velarsi o no,
e molte decidono di coprirsi volutamente, a riprova del fatto che il velo islamico non
? percepito come una limitazione neanche tra quelle donne la cui tradizione lo
adotta da sempre!
Penso dunque, che la nuova modalit? di comunicare a cui ci obbliga l?uso della
mascherina possa rappresentare per tutti noi una conquista che si riveler? molto
utile anche dopo, quando ognuno di noi torner? ad una piena normalit? post-covid.
Infatti, anche quando scomparir? l?uso della mascherina, forse ciascuno di noi
manterr? una modalit? di comunicazione che pone attenzione anche alle
informazioni non verbali che rivelano moltissimo del mondo emotivo degli esseri
umani; dunque una comunicazione completa e profonda, perch? attribuisce
importanza, e quindi valore, all?altro come persona intellettiva ed emotiva e non
solo a ci? che lui verbalizza.

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