Il test delle macchie o di Rorschach

Sommario : il test di Rorschach o delle macchie-I test della personalità o comunque l’attività di sottoporre i pazienti a dei test è utilissima per scoprire le diverse tipologie di personalità,va cmq presa con tutta la cautela professionale per non schematizzare delle identità che non sono schematizzabili.Quindi i test e primo fra tutti quello di Rorschach vanno interpretati solo dallo specialista che metterà tutta la sua esperienza professionale nella lettura dei risultati.

Come nacque il test di Rorschach

L’idea del test venne a Rorschach casualmente nel 1918, mentre era ancora studente. Fin da bambino egli amava un gioco da tavolo, allora molto popolare, chiamato Klecks (“macchie”, in tedesco e Klecks era addirittura un suo soprannome al liceo) consistente nel versare macchie di inchiostro colorato in un foglio di carta che veniva poi ripiegato in due per ottenere effetti simmetrici. Il gioco era basato poi sulla ricostruzione di storie a partire da queste macchie d’inchiostro.

Nel corso delle sue osservazioni notò che i pazienti malati di schizofrenia facevano associazioni radicalmente diverse dal resto delle persone ed elaborò quindi il suo test per diagnosticare quella malattia.

Nel 1921 pubblicò la sintesi delle sue ricerche ed una relativa proposta di standardizzazione del sistema in un volume, Psychodiagnostik , che all’inizio passò quasi inosservato. L’anno successivo, a soli 37 anni, morì a causa di una peritonite mal diagnosticata.

Nel corso del decennio successivo, diversi psichiatri e psicoanalisti, europei e statunitensi, iniziarono a sperimentare l’uso delle sue macchie standardizzate in ambito psicodiagnostico, ottenendo risultati clinicamente molto interessanti. Nel corso degli anni ’30 e ’40 cominciarono ad essere quindi poste le prime basi dei diversi sistemi di “siglatura” attualmente esistenti del suo test, conosciuto come il Test di Rorschach

Nonostante la sua complessità applicativa, nei decenni successivi il test si diffuse notevolmente in ambito psichiatrico e psicologico-clinico, fino a divenire uno dei test più usati al mondo.

Il test consiste in dieci immagini all’apparenza formate da macchie di inchiostro perfettamente simmetriche che, in realtà, non sono macchie casuali ma disegni fatti dallo stesso Rorschach. Fin dalla fine degli anni Trenta il test di Rorschach non è stato usato solo nella diagnosi della schizofrenia, ma in modo molto più ampio come uno dei cosiddetti “test proiettivi”.

L’idea alla base del test è che quando a una persona viene mostrata un’immagine ambigua e senza alcun senso – come sono le macchie di inchiostro del test – la sua mente cerchi di interpretarle comunque come qualcosa di sensato. Il risultato della domanda “che cosa vedi?” dice insomma molte cose sulla personalità del soggetto del test.

Si basa cioè sull’interpretazione che il soggetto fornisce a figure non strutturate presentate in 10 tavole. Sfruttando il meccanismo inconscio della proiezione, il paziente consente allo Psicologo di tracciarne il quadro della personalità, con riferimento sia alle caratteristiche di ‘tratto‘, ossia a quegli aspetti caratterologici più stabilizzati nella persona, sia alla condizione di ‘stato più attuale in virtù delle esperienze più recenti.

L’efficacia del test di Rorschach come test della personalità è stata messa in discussione fin da subito, anche se diversi psicologi e psichiatri continuano ad utilizzarlo anche oggi ed è comunque tra gli strumenti della psicologia più noti.

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